andrea's profileNUANDA...alla ricerca de...PhotosBlogListsMore ![]() | Help |
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NUANDA...alla ricerca della Locanda Almayer...WELCOME TO MY LIFE!"Tu potrai avere ricchezze tangibili a palate, scrigni colmi di gioielli e forzieri d'oro ma più ricco di me non potrai mai essere....IO CONOSCO QUALCUNO CHE MI NARRA LE STORIE" August 24 In un posto piccolo.Si era allontanato da la folla, Sébastian, quasi per caso.
Il rumore si era affievolito e il silenzio era scoppiato improvviso.
Di fronte a lui un panorama che conosceva bene e che amava ma che aveva abbandonato da troppo tempo.
Era uno spazio più piccolo, forse meno sfavillante e per pochi intimi, ma lo sentiva suo.
D'un tratto aveva capito che lì nessuno avrebbe potuto interferire coi suoi pensieri,
e che i suoi pensieri sarebbero tornati a imprimersi su qualcosa di concreto senza più fuggire via spaventati dal troppo clamore.
E così aveva deciso di fermarsi per un po' a guardarsi indietro e ad emozionarsi con i ricordi.
E così aveva deciso di fermarsi per un po' per tornare a guardare avanti.
Pazienza se ormai stavano tutti di là, a fare casino e a interessarsi dei fatti degli altri,
prima o poi ci sarebbe tornato anche lui a dare sfogo al suo ego,
ma per le cose importanti gli piaceva rimanere fermo in quel punto.
E allora si sedette e contemplò, solo con se stesso, lo spettacolo emozionante che era stata la sua storia fino a quel momento.
...le dita ripresero a battere sulla tastiera e quel rumore lo fece sentire bene!
November 14 La solitudine dei numeri primiVivevano la lenta e invisibile compenetrazione dei loro universi,
come due astri che gravitano intorno a un asse comune,
in orbite sempre più strette,
il cui destino chiaro è quello di coalescere in qualche punto dello spazio e del tempo. November 09 Il fato e il casoIl Fato mi sembra una cosa che ti sta sopra e disegna la tua vita: come un pantografo gigante e tu lì, appeso alla squadra viaggia per il tuo foglio bianco, ignaro ma sereno, perchè...sei portato.
Il caso no, il caso non è nè sopra nè sotto di te, viaggia al tuo livello, è una specie di animaletto agile che s'intrufola di qua e di la, tu non lo vedi mai e sul più bello ti esce di lato e ti fa "Bu!".
Tu ti scaraventi tre passi indietro, urli, ma non c'è niente da fare: t'ha preso!
E' diverso no? September 16 Un senso...Sarà che ogni anno provava a dargli un SENSO...
Sarà che un SENSO a questa giornata non avrebbe mai potuto darglielo...
Sarà che un po' a Sébastian piaceva farsi del male...
Sarà che l'incastro perfetto gli sembrava quasi di averlo trovato...
Sarà che quel soffio vicino al suo cuore riusciva a sentirlo nitidamente solo il 16 settembre...
Sarà che 10 anni gli sembravano troppi e troppo pochi allo stesso tempo...
Sarà che ogni volta le lacrime lo fregavano a lui che non sapeva piangere...
Sarà che avrebbe voluto spaccare il mondo e dimostrare qualcosa che era in gabbia dentro il suo cuore....
Sarà che nel sorriso di quelle due persone rimaste "sole" lui trovava un conforto incredibile...
Sarà che la vita sarebbe stata più bella con Marco a pettinarsi i capelli...
Sarà che Sébastian si spogliava del suo essere personaggio e diventava Andrea...
Sarà che un senso non l'avrebbe mai trovato a quella curva dannata e a quella macchina che perde il controllo...
Sarà che la sensazione di vuoto si acuiva...
Sarà che non poteva più correre su quella fascia e dedicargli un gol...
Sarà che quel giorno Andrea non era al suo fianco...
Sarà che ogni ricordo gli dipingeva sul volto un sorriso amaro affrescato da una lacrima a dargli luce...
Sarà che ogni volta se la prendeva con Dio...
Sarà che ogni volta poi lo perdonava...
Sarà che scrivere questo post non sarebbe come al solito servito a nulla...
Sarà che invece un po' mi fa sentire meglio...
Ciao fratellì...continua a sorridere...e a volare...
September 07 Lo stridio dei freni...Sébastian aveva sempre rincorso...
La meta per lui era stata sempre in salita...
Le cose troppo a buon mercato non le aveva mai considerate...
Pensava che solo facendo un grande sforzo ci sarebbe stata una ricompensa adeguata...
Ma col tempo si era reso conto che questo non corrispondeva sempre al vero...
Delle volte bisogna arrendersi all'evidenza...
E rincorrere spesso e volentieri porta a farsi tanto di quel male per cui non c'è davvero nulla che valga la pena...
Così si era fermato.
Osservava con interesse tutte quelle cose che continuavano a sfuggirlgli...
E da fermo gli sembrava tutto più vicino.
Non che riuscisse ad afferrarle..
Ma le sentiva più a portata.
Era di nuovo in quel crocevia d binari...
Ma non stava andando da nessuna parte si guardava intorno curioso e avido di conoscenza....
I proiettili in corsa rallentavano anche loro fino a fermarsi...
Era una bella sensazione...
Lo stridio dei freni e il treno che dolcemente trovava il suo meritato riposo...
Sébastian aveva un mezzo sorriso compiaicuto...
Non stava più correndo e non aveva più il fiatone...
Camminava alla giusta andatura e accanto a lui c'era qualcuno...
Qualcuno da prendere per mano e con cui cercare la strada giusta....
Qualcuno con cui assaporare i mille gusti della vita...
Qualcuno di importante...
In lontananza una radio diffondeva una canzone rara e bella...
"La semplicità, la semplicità nelle cose che ami per le cose che ami mille strade cieli aperti sopra la realtà " August 18 Il mare di Berna- Un mare così non c'è l'hanno neanche in svizzera!!!-
Mare...immenso.
Mare...dentro.
Le mani piene di minuscole conchiglie.
La ricerca della foto perfetta...come tre cretini che se ne fregano del mondo intorno a loro. Le piccole increspature sotto la bocca formate dal sorriso spontaneo di gloria.
Una dolcezza nascosta molto molto bene ma che quando la si conquista e fresca e leggera come il velluto.
Lo stereo a volume altissimo.
La canzone che ti mette di buon umore e la pazzia di dome che ti da la carica.
Due clacson e un saluto, la ricerca della nocchia perfetta e le gemelle crosta.
La semplicità dell'essere spensierati.
Che spettacolo.
E i tre secondi di vantaggio e le risate di manu alle mie battute cretine.
E "guarda che se partimo" e i fucili e la balestra "vediamo quanto va in alto".
E un cane secco 30 euro e gloria che impazzisce e insulta la vecchia.
E le litigate con mimmo che fa il verso.
E i momenti di dolcezza e i cornetti crema e amarena e le frise e le pucce.
E il tramonto dal "buena vista".
E la tappa fissa alla guardia medica e il dottore che guarda ila come se fosse completamente scema.
E la supposta e il cortisone.
I viaggi in macchina con musu che neanche sei partito già dorme.
E porto selvaggio, leuca, torre lapillo, la zinzulusa...la spiaggia di campo marino.
E martina e stella e molfetta.
E la partita a calcetto con le vesciche.
E il viaggio in corriera.
E dove una margherita costa 2.80 e stasera mangiamo quello che pescano memme e dome...
E mimmo che come un proiettile ti scaraventa fuori pista contro le gomme.
E i litri di pipì, e gli scivoli più bassi d'italia.
E l'isola dei conigli dove l'acqua raggiunge l'altezza di 30 cm.
E " ragazzi avete visto le chiavi? non le trovo!".
E bob sinclair che ci ha quasi fatto diventare ricchi.
E la città vecchia di otranto con capitan poggipollini.
E la terrazza del castello..
E io e memme imbattuti a briscola e tresette.
E il juke box che faceva partire sempre la stessa canzone.
E il pedalò di domenico e le nuotate al largo con i pesci killer che facevano scappare le ragazze.
E il rio bo 70/80.
E le chiacchiere nel patio di casa, i sorrisi e le foto.
E "domani se svejamo presto"...
E le olimpiadi di sottofondo.
E statti.
Un affresco ben riuscito di una vacanza spensierata.
Perchè comunque vadano le cose...nonostante qualche scazzo...ci basta veramente poco per rendere perfetti anche i momenti più semplici.
Grazie ragazzi.
Vi voglio bene.. Il faro...Sébastian camminava lungo il torrione.
I suoi compagni di viaggio erano un po' indietro, tranne uno.
Gli piaceva camminare così...a passo spedito...davanti agli altri.
Vicino a lui altre due gambe, un po' più corte, ma in perfetto sincrono con le sue.
Non era stato facile neanche stavolta e non lo sarebbe stato mai.
Ma in quel momento era invincibile col vento sul viso e una vista da mozzare il fiato.
Il sole stava per essere inghiottito dal mare...
Il faro in lontananza segnava la rotta...
Altri due fari avevano intercettato il suo sguardo, pieni di qualcosa che solo lui sapeva capire.
Non c'era bisogno di parole.
C'era solo la musica a fare da colonna sonora ed era come se l'obiettivo li inquadrasse disegnando un cerchio intorno a loro che avanzavano.
Poi si era fermato...
Sebastian si era fermato...
Aveva detto qualcosa che era stato coperto dalla musica.
E aveva preso quella mano tirandola a se.
Uno di quei momenti che il respiro te lo tolgono sul serio.
Dissolvenza.
July 29 Sotto il sette...(racconto a puntate di cui questa è la terza e unica che leggerete...forse) (dedicato a dorothy)
Minuto 88. Mancebo-Figuiera 7-0. Gurre non capiva. Continuava a girare spaesato per il campo tra bestemmie e sputi e non capiva perché non riusciva a tirare come gli aveva insegnato Toto Gurre. Finchè a due minuti dalla fine Paquito detto “il piccoletto” non si tuffò al limite dell’aria procurandosi un calcio di punizione dal limite molto dubbio. Voci mai confermate dissero che il fallo se l’era fischiato da solo approfittando della confusione generale, di un secondo fischietto e del fatto che con le maglie nere la differenza con l’arbitro non si vedeva mica tanto. Dopo attimi concitati, ma neanche poi tanto visto il punteggio acquisito, si avvicinò alla palla proprio il giovanissimo Alberto Buscado de Affillaneda detto, di li a poco, il “vecchio Gurre”. Era come in trance e non sentì nessuno di quelli che lo insultavano, continuava a ripetere ad alta voce “Gurre sa tirare”, “Gurre sa tirare”, come una litania. Molti dei suoi si erano già incamminati verso la grande fontana per lavarsi. El topo se la rideva sotto i baffetti. Sedinho, l'allenatore, era trattenuto a stento dal quarto uomo. Si perché il quarto uomo lo abbiamo inventato noi, non quei “boriosi” degli occidentali, ripeteva sempre mio nonno quando ti raccontava questa storia. E se la rideva sempre della grossa dopo quella frase. Insomma la palla era poco oltre la lunetta dell’area di rigore disegnata col gesso dal sagrestano della Parocchia di san Gaudenzio. "Praticamente i simulatori li abbiamo inventati noi" diceva, sempre sorridendo, mio nonno. Insomma il pallone era fermo poco più in la della lunetta, cosa da non sottovalutare visto che, come scoprirà lui stesso, solo col pallone perfettamente immobile il vecchio Gurre era in grado di calciare. Così prese la rincorsa. Il portiere era appoggiato ad un palo con aria sorniona e sarebbe bastato un rasoterra potente a beffarlo, ma il tiro di Gurre, che continuava a recitare la sua litania ad alta voce, si infilò sibilando sotto la traversa e a pochi millimetri dal palo. Seguirono quattro o cinque secondi di silenzio attonito. Poi il boato. Il Figueira non segnava un gol da sette anni. Per Gurre che continuava a urlare tarantolato “Gurre sa tirare” nessuna scena di trionfo ma solo qualche pacca sulla spalla e qualche stretta di mano. Sedinho continuava a bestemmiare col massaggiatore ma un po’ meno del solito. Quando passò il ragazzo dicendo “Gurre sa tirare” gli diede la mano. - Bel tiro Gurre – in fondo non era poi così stronzo. Per ultimo gli si avvicinò El Topo. Che un po’ gli rodeva di quel gol a El topo. -Bella botta di culo ragazzo.- El Topo era bravino coi piedi, durante l’anno giocava in terza divisione venezuelana e si sentiva un dio quando faceva quella partita. A Figueira lo odiavano tutti. Era analfabeta come molti e non sapeva neanche parlare tanto bene cosa che si evinse dalla frase seguente. -Non ti montare la testa per un gol sotto il sette. – El topo intendeva dire che avevano vinto per 7-1 ma mio nonno pensò invece che era un bel modo per dire dove era andato a finire il suo pallone. Il modo di dire “sotto il sette” lo abbiamo inventato noi, io e El topo, non quei “boriosi” degli occidentali, mi diceva sempre mio nonno. -Questa è un po’ forzata- rispondevo sempre io, e giù a ridere come scemi ogni volta. July 24 Poesia della noiaLa noia è ora la mia migliore amica.
La solitudine scherzosa mi fa il solletico.
I pensieri si affollano e si scontrano in duelli epici.
La sagezza mi fa il filo con le sue argute evoluzioni.
La storia ripetendosi mi deride beffarda.
Il cuore rallenta i battiti in attesa che i meccanismi ricomincino a funzionare.
La paura si nasconde astuta preparando assalti a sorpresa.
Il silenzio esplode fragoroso offrendomi la sua compagnia.
Gli occhi avidi si mangiano le vite degli altri.
Il tempo si prende le sue pause fermandosi a giocare con me.
Io sono qui e aspetto... July 20 Urlando contro il destinoChiuse gli occhi Sébastian...
Pensava alla storia della cartomante.
Pensava all'ironia della sorte.
A quanto finiamo per essere ottenebrati dall'amore senza accorgerci di tutto il resto.
Pensava a quel muretto dove si sdraiava a guardare le stelle, col torrente e quell'odore tutto suo.
Pensava che nonostante tutto quelle notti stellate, quella vicinanza, quei luoghi sperduti e quelle canzoni cantate a squarciagola gli mancavano.
Aprì gli occhi ed era di nuovo lì...
Pezzi di vetro gli ferivano lo stomaco...
Poco ossigeno arrivava ai polmoni...
Perchè era stato dato al destino il compito di ironizzare con lui?
Perchè si divertiva tanto a mescolare le carte in quel modo costruendo situazioni improponibili che neanche al più odioso dei tuoi nemici augureresti.
Li richiuse di nuovo.
Se gli avessero detto che lei lo amava e che di li a poco ci sarebbe stata la terza guerra mondiale si sarebbe comportato esattamente come l'uomo del racconto.
Avrebbe sorriso al mondo.
In fondo era sempre lui, un inguaribile ricercatore d'amore.
E avrebbe continuato ad esserlo nonostante quei pezzi di vetro lacerassero il suo cuore.
Pazienza pensava, non mi fermerò finchè questo cuore non creperà
di ruggine, di botte o di età. Mentre apriva di nuovo gli occhi...Misia gli sfrecciò davanti...ma lui non se ne accorse nemmeno stavolta.
Si alzò stralunato e con l'umore nero-pece, accingendosi ad un'altra noiosa ed estenuante giornata di lavoro.
Aveva voglia di urlare...
...contro il cielo!
...contro l'ironia del destino!
...contro il mondo!
Ma non lo fece.
Se lo tenne dentro e abbozzò un sorriso.
Ma forse stavolta se ne sarebbero accorti che era un sorriso di plastica...
Forse..
La cartomanteLa cartomante estrasse tre carte e le scoprì lentamente davanti a sè.
- La prima carta dice che nel marzo di quest'anno ci saranno spaventosi attentati a Londra, Parigi e Roma e un ordigno atomico verrà lanciato su Washington. L'uomo deglutì.
- La seconda carta dice che la reazione degli Stati Uniti provocherà la terza guerra mondiale con due miliardi di morti nel quadro di una catastrofe climatica che sommergerà due terzi delle terre emerse.
L'uomo si grattò la testa.
- La terza carta dice che la donna a cui sta pensando la ama ancora e tornerà da lei.
-Grazie, grazie - disse l'uomo quasi con le lacrime agli occhi.
Pagò, uscì e quando fu in strada, la gente, gli alberi, il cielo, tutto gli sembrava più bello e luminoso.
S.B. July 04 GRAZIE...Questa è una cosa che non faccio mai...o quasi.
Dire grazie...
Cioè di solito provo a dimostrarle le cose perchè le parole spesso lasciano il tempo che trovano..
Ma stasera mi va di farlo...
E allora grazie a:
FILIPPO che nonostante tutto gli basta guardarmi per capire e comprendere.
MEMME che anche se è logorroico ed egocentrico...a volte dimostra un cuore grande grande.
GLORIA perchè anche se dimostrare affetto non è il suo forte in qualche modo tutto suo riesce a fartelo arrivare ed io mi sono affezionato tanto a lei...
SCIABBOLA che ogni tanto si ricorda che esisto e basta quello...
BIP BIP per essere la mia compagna di ballo e perchè anche se ci prova ad essere antipatica, con me nn ci riesce.
GORI che ti dice le cose come stanno e che c'è anche quando non c'è..
GAIA che mi sopporta e mi dice quello che pensa riportandomi su quella via che è solo nostra.
BENJI che se è in giornata è capace di farti vivere leggero.
MIMMO per la seconda possibilità, per le risate e per la vicinanza che ti fa sentire.
FLO perchè lei non si perde mai...
SILVIA, ANNU e FLA che sono una porzione importante della mia crescita.
MIKI perchè continua a crederci nell'amicizia e tiene a galla tutto il mio affetto per lei.
BEA che comunque va sei il suo migliore amico...e ti ci fa sentire...
ANGE che testimonia quanto l'amicizia, quella vera, non si misuri sulla frequenza.
FRA, KATIA, ALE, ELE e tutti i ragazzi di CT perchè a differenza di quanto dicevano tutti non ci siamo persi.
GAB che è il mio amicijij segreto de Lebanon.
YAYA per essere semplicemente yaya.
Come direbbe max...
Forse che si fa quello che si può, forse che si fa quello che capita...
ma ringrazio il cielo che... VOI siete capitati a ME...
Apri gli occhi...Apri gli occhi...
Apri gli occhi...
Sébastian aveva cambiato direzione ma non è che sapesse il perchè o dove sarebbe finito.
Camminava e basta. Non riconosceva più neanche i sapori.
Mandava giù meccanicamente, deglutendo forte.
Forse quello era l'unico modo per non rimanere fermi,
per avanzare facendosi scivolare addosso le cose.
Ma avanzare verso cosa?
Sébastian aveva smesso di porsi le domande,
non aveva più voglia di inghiottire pezzi di vetro.
Faceva quello che vedeva fare a lei.
Si accontentava.
Erano felici? Probabilmente no.
Lo sarebbero stati? Forse, ma non ora.
Ora ci sarebbe stato altro.
Ora avrebbero fatto meglio a chiudere gli occhi e dormire...
Dormire per poi un giorno avere la forza di aprire gli occhi negli occhi dell'altro
e perderesi in quei sapori che solo insieme sapevano darsi per ricominciare a vivere.
Apri gli occhi...
Apri gli occhi...
Apri gli occhi... TerraMolte gocce d'acqua sono la pioggia,
ma la pioggia non è una goccia d'acqua.
Molti pensieri sono il tuo pensiero, ma il tuo pensiero non è nessuno di questi pensieri.
Cancellali e vieni.
stefano benni
Terra June 27 Finale alternativo (director's cut)...strinse forte la bacchetta tra le mani, la mosse in maniera sicura verso un punto imprecisato e pronunciò impassibile quell'unica parola:
CRUCIO!
June 22 Abracadabra.Silenzio.
Il silenzio avvolgeva la sua vita.
Rimaneva attonito, Sébastian, di fronte agli andirivieni della vita.
Rimaneva fermo guardandosi intorno, appoggiato alla parete interna di quel ciclone che continuava ad attanagliargli il cuore.
Dal di fuori neanche una crepa...dentro di lui lo sconquasso.
Ogni volta che toccava quella parete in movimento gli sembrava di ingurgitare pezzi di vetro..
Li sentiva uno per uno attraversagli l'esofago mentre stoico di fronte al mondo cercava di organizzare un sorriso che fosse credibile.
Non avrebbe potuto resistere ancora per molto.
Ma poi perchè lo stava facendo?
Che senso aveva quella maledetta fedeltà all'orrore.
Guardò il cielo e chiuse gli occhi,
strinse forte la bacchetta tra le mani la mosse in maniera sicura verso un punto imprecisato e pronunciò quell'unica parola:
ABRACADABRA! June 07 PERDERSIContinuava a voltarsi cercando di scorgerla da qualche parte.
Ma non ci riusciva.
Gli sembrava di essere finito in un libro di De Carlo...
Quello che avevano letto insieme facendo a gara per finire prima.
Quello dove Livio rincorreva Misia tutto il tempo e poi ad un certo punto se la perdeva.
Ecco lui era in quel punto li.
Se l'era persa.
Gaia era lontanissima da lui...
Lui si era fermato ad un certo punto, stanco di rincorrerla.
Lei lo aveva aspettato, le aveva porto la mano e per un po' avevano camminato quasi fianco a fianco.
Ma lei era sempre un po' più avanti e per quanto lui facesse non riusciva a tenere il suo ritmo.
La vita proponeva loro dei bivi di continuo e piano piano, bivio dopo bivio, si erano allontanati.
Era inutile stare li a discutere e a darsi la colpa.
Era inutile ostinarsi a fare strade simili solo per avere dei punti dai cui scorgersi ogni tanto.
Sébastian doveva mantenere il proprio passo e la propria strada.
Gaia lo faceva da tempo ormai.
Smise di cercarla...
Si disse che niente poteva cancellare quello che erano stati.
Ma questo non bastava più.
La fiducia cieca nella loro forza gli aveva fatto commettere l'errore di lasciarla andare.
Guardarsi indietro non serviva a nulla, come non servivano a niente le belle parole.
Sébastian riprese a camminare sulla sua strada.
Non c'erano binari, non c'erano strade parallele.
C'era solo lui.
Così doveva essere.
Pensò a come finiva quel libro di De Carlo.
Sorrise.
May 28 Un arcobaleno di fuochi d'artificio...Sébastian continuava a rigirarsi tra le mani quella frase:
"Il mio treno non è partito e non partirà mai"
E nella sua testa risuonavano frasi ridondanti tipo:
"Non cercare le risposte, cerca le conferme"
Si potrebbe impazzire per delle cose così.
Ma lui no.
Lui sapeva. Sapeva dove quel viaggio sarebbe finito.
Anche se provava in tutti i modi a dirottarlo il suo treno finiva inevitabilmente per ritornare su quei binari.
A volte veniva preso dallo sconforto e si chiedeva com'era possibile che non riusciva a cambiare rotta.
Altre volte era grato al cielo per averli inforcati quei binari.
Era lei il problema?
O era lui?
O era il mondo marcio intorno a loro?
O era quel cazzo di destino, che il destino poi non esiste, ma se poco poco esiste è stronzo forte!
Non riusciva a leggere nessuno come lei...
Non riusciva a condividere con nessuno come con lei...
Non si innamorava più Sébastian...
Se non di lei...
Ogni maledetto giorno che incontrava quegli occhi, lui si innamorava.
Non c'era niente da fare.
Per nessuno dei due.
Prima o poi qualcuno avrebbe dovuto cedere.
Qualcuno avrebbe dovuto vincere quella maledetta paura di essere felice.
E quella stanca fedeltà al grigio non poteva durare per sempre...
I colori un giorno o l'altro gli esploderanno dentro a quei due...
E sarà un arcobaleno di fuochi d'artificio senza senso ma infiniti...
e sempre nuovi...
e mai banali...
e di una bellezza dalla sconvolgente semplicità...
Si sarà così!
May 15 FRAME n.2Camera da letto, interno notte.
La macchina da presa fa una panoramica delle suppellettili.
C'è un'armadio con un poster di del piero e un ritaglio di giornale con maldini che passa vicino la coppa vinta dal liverpool.
C'è un letto vuoto con dei vestiti buttati sopra.
C'è un letto occupato da due persone, un ragazzo e una ragazza, che dormono abbracciati.
Dettaglio delle mani di lei sporche di nutella.
Zoom del viso di lui che apre gli occhi assonnati.
Il chiarore dell'alba entra dagli spiragli delle persiane.
Soggettiva di lui sul viso di lei addormentata.
Voce off dei pensieri di Sèbastian: "Quel viso addormentato era una delle cose più belle che i miei occhi avessero mai inquadrato."
Soggettiva che poi si alza sul muro bianco fino a fermarsi su una inconfondibile macchia scura.
Sorriso di lui.
STOP
Frame n.2
Sébastian lo ritaglia e lo incolla nella collezione privata...
May 11 BINARIO MORTO...E sei di nuovo lì...
In quella cattedrale piena di proiettili d'argento.
E aspetti, come tante volte nella tua vita ti è capitato.
E ogni volta un'emozione diversa.
Ma questa volta no.
Questa volta sei lì e non sai cosa ti aspetta.
Sei lì e le sensazioni si scontrano e non sai quale prevarrà.
E un po' hai paura.
E poi eccola, davanti a te, di nuovo...
Come se nulla fosse cambiato e invece è cambiato tutto.
Non sai che fare, non sai che dire.
La senti parlare di cose inutili e tu vorresti solo stringerla.
Ma non sai se lo puoi fare...
Una cosa semplice, un abbraccio, vorresti solo quello...
Ma hai paura.
E non sai più dov'è lo sbaglio...
Dov'è nato lo strappo,
Si cancella tutto...
Ma ricominciare è impossibile.
E allora glielo rubi quell'abbraccio,
e assapori per qualche secondo quella consistenza che ti apparteneva...
e poi, non sai più neanche perchè, ti è scivolata via dalle mani.
E il destino ti lascia lì a giocare coi binari opposti.
Uno corre da una parte, uno dall'altra.
Ennesimo scherzo beffardo...della vostra storia.
Un ultimo sguardo carico di domande e le porte si chiudono.
I treni ovviamente partono in contemporanea...
Tanto per renderla un po' più teatrale!
SIPARIO
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